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L'oro, le perle e i bei fioretti e l'erba
Ove par natura adopre più che seta,
Le bianche mani e l'angeliche deta
Che a nobil opre a punto si riserba,
Quell'occhio, ch'al voltar suo disacerba
Ogni crudezza, e 'l riso che divieta
Turbarsi l'aria, e quella faccia lieta
Che umil farebbe ogni fera superba,
Mirategli, per Dio, signor gentile,
Mirategli, se mai bramaste in terra
Veder un dolce e proprio paradiso.
Vedrete cose da quetar umile
Vulcano, e Jove allor che più disserra
Per fulminar qua giù luoco preciso.