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Aperto aveva il parlamento Amore
Nella solita sua rigida Corte,
E già fremean sulle ferrate porte
L'usate guardie a risvegliar terrore.
Sedea quel superbissimo Signore
Sovra un trofeo di strali, e l'empia morte
Gli stava al fianco, e la contraria sorte,
E 'l sospiro e 'l lamento appo il dolore.
Io mesto vi fui tratto e prigioniero,
Ma quegli, allor che in me le luci affisse,
Mise uno strido dispietato e fiero;
E poscia aprì l'enfiate labbia, e disse:
"Provi il rigor costui del nostro Impero",
E il Fato in marmo il gran decreto scrisse.