122
Ergo convien che sollecito spoltri,
po' che si vede in chiara sperïenza
che fama, onor, virtute o sapienza
non s'acquista a giacer fra piuma e coltri,
pensando tutto 'l tempo che tu poltri,
cioè 'l superchio, 'l quale alla sentenza
non ti potrà scusar tuo nigligenza;
e sanza fama ti truovi ir più oltri.
Che fama lascia al mondo un nigligente?
che lume di sé lascia uno ignorante?
che frutto può produrre un rozzo stile?
Lascia qua grossa istiuma in rio corrente;
spira qual fumo in aier ch'è volante;
di questo resta nome infimo, essìle.
Ciascun uom ch'è verile,
temendo Iddio, se esserciti in virtute,
se vuole al mondo fama e 'n ciel salute.