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Dolce mio caro e ben fido sostegno,
di cui provide al mio imperfetto 'l cielo,
perché, teco sprezzando il caldo e 'l gelo,
tutti i pensier volgessi a sì bel segno,
deh porgi aiuto al mio debil ingegno,
che di quello, ond'or ardo, onesto zelo
e del tuo gran valor, ch'entro al cor celo,
cerca lasciar al mondo eterno pegno.
Purga la mente tu, reggi la mano
sì che quella comprenda e questa in carte
spieghi il tuo pregio, a null'altra secondo.
Che se ciò fai, vedrassi in breve il mondo,
de le tue lodi acceso alzarti in parte
al ciel, dal suo sperar fallace e vano.