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By Torquato Tasso

Di pregar lasso e di cantar già stanco,

il vostro nome altero e trionfale

portar non posso com'augel su l'ale,

or negro e roco e già canoro e bianco,

e sotto il fascio de' miei danni io manco.

Ma pur, chiara Vittoria,

per la dolce memoria

di vostra cortesia l'alma rinfranco

e di lodarvi i' m'assicuro ed oso,

Admirativo mas que temeroso.

Più di stupor che di timor m'ingombra

l'angelica sembianza e 'l bel costume,

e de gli occhi soavi il puro lume

ch'ogni mesto pensier discaccia e sgombra;

e siede in voi, ma vinto, Amore a l'ombra

con mille sue rapine

ne gli occhi e sotto il crine,

che la tranquilla e chiara fronte adombra;

e mille altri trionfi ancor sapete

Voi, ch'intendendo il terzo ciel movete.

Amor di strali armato e di facelle

vinceste inerme e giovinetta donna,

con bianca destra ignuda in treccia e 'n gonna,

e l'altre voglie a la ragion rubelle,

e le vittorie son quante le stelle;

e tanti i vostri onori

quanti di maggio i fiori

e quante son d'april l'erbe novelle;

e la bellezza è pari a l'onestate

Nel dolce tempo de la prima etate.

Felice albergo, che voi lieta accoglie

fra magnanimi eroi, fra cavalieri

di lor virtute e di lor gloria alteri,

e fra vittoriose e care spoglie;

felice sposo, e di concordi voglie,

cui non vi diè Fortuna,

o cielo o sole o luna,

ov'altri lega il fato e l'alma scioglie,

ma chi la fece; e qui se mai v'esalto,

Temo, donna gentil, d'alzarmi in alto.

Or non t'agguagli a lui Grecia fallace

quel da Corinto, a cui l'instabil diva

l'ampie città prendea mentre dormiva,

ch'in lungo sonno ei non s'acqueta o giace,

ma 'l paterno valor, qual tromba o face,

ne gli occhi gli sfavilla,

e più chiaro di squilla

rimbomba in aspra guerra o 'n lieta pace

voi gli fate altra rete, altra catena,

Illustre donna e più del ciel serena.