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Come da l'aureo sole è sparsa intorno
serena luce e seminati i raggi,
così la gloria da virtù deriva,
e tutto illustra e tutto appare adorno
quant'ella appressa, e sgombra i duri oltraggi
e 'l fosco oblio dove il suo lume arriva.
Né di splendor la priva
l'antichità, s'i nomi oscuri involve;
né la pallida invidia ancor l'adombra
crescente in guisa d'ombra:
maggior, se d'oriente il vel dissolve,
minore a mezzo il corso, ove risplenda
il perfetto valor ch'al sommo ascenda.
E ben fu quasi un sol del nome vostro
fra' suoi consorti e suoi guerrieri egregi,
Grillo, quel primo ed onorato amico.
Né vestì Roma di più nobil ostro,
poi ch'ebbe spinto in aspro esiglio i regi,
i suoi purpurei duci al tempo antico:
vero di gloria amico,
che ricercolla in perigliosa guerra
fra l'onde tempestose e i feri venti,
e fra nemiche genti
e fra le navi che fuggiro a terra,
dove le bagna il mar l'umido lembo,
e per salvarle i fiumi apriro il grembo.
Voi, di Provenza avventurosi lidi,
e voi de' fuggitivi alte latebre,
Rodano ed Arli, e voi, sicuri porti,
udiste risonar con rochi stridi
il mar tinto di sangue in suon funebre;
e miraste gl'incendi e l'aspre morti.
Tu, che gli abeti porti
or nel turbato campo or nel tranquillo,
sei testimonio ancor del suo valore,
ch'i suoi con grande onore
ridusse, come Catulo e Duilio,
e tornò vincitor da l'onde salse:
tal che la chiara stirpe in pregio salse.
Nobile stirpe, in cui se l'uno è tronco,
l'altro amico poi nasce e vi frondeggia
qual ramo d'or che di lontan riluce.
Quanti ne sono intorno al verde tronco
ch'ogni arbor di Liguria ancor pareggia,
e quanti frutti e flori ella produce!
Alcuno è fatto duce
di cavalieri, ed orna alcuno e spalma
le torreggianti navi e i negri legni
arma ne' salsi regni,
e spesso ha gloriosa e chiara palma;
altri col fren de la temuta legge
la possente città governa e regge.
Ma chi lodar potrebbe il buon Lamberto,
o chi seguillo? o quel ch'a l'elmo impose
l'aquila vincitrice, altero dono?
o di quel vostro agguaglia il chiaro merto
che fé l'onde vermiglie e sanguinose
presso Durazzo e lui tremante al suono?
Poche cose ragiono,
e molte nel mio cor descritte io serbo:
ché per esempio sol d'arti leggiadre
vi basta il saggio padre,
ch'andò ne l'oriente al re superbo;
né fia che l'alte lodi il tempo estingua
del cor, del senno e de l'accorta lingua.
Canzon, se tromba o squilla
rompe ad Angelo nostro il leve sonno
sì ch'egli s'alzi col pensier sublime;
no 'l seguir con le rime,
se pur elle volar sì alto ponno,
ma i fratelli ricerca e lor ti mostra,
e dì: "Son bella de la gloria vostra".