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By Torquato Tasso

Come da l'aureo sole è sparsa intorno

serena luce e seminati i raggi,

così la gloria da virtù deriva,

e tutto illustra e tutto appare adorno

quant'ella appressa, e sgombra i duri oltraggi

e 'l fosco oblio dove il suo lume arriva.

Né di splendor la priva

l'antichità, s'i nomi oscuri involve;

né la pallida invidia ancor l'adombra

crescente in guisa d'ombra:

maggior, se d'oriente il vel dissolve,

minore a mezzo il corso, ove risplenda

il perfetto valor ch'al sommo ascenda.

E ben fu quasi un sol del nome vostro

fra' suoi consorti e suoi guerrieri egregi,

Grillo, quel primo ed onorato amico.

Né vestì Roma di più nobil ostro,

poi ch'ebbe spinto in aspro esiglio i regi,

i suoi purpurei duci al tempo antico:

vero di gloria amico,

che ricercolla in perigliosa guerra

fra l'onde tempestose e i feri venti,

e fra nemiche genti

e fra le navi che fuggiro a terra,

dove le bagna il mar l'umido lembo,

e per salvarle i fiumi apriro il grembo.

Voi, di Provenza avventurosi lidi,

e voi de' fuggitivi alte latebre,

Rodano ed Arli, e voi, sicuri porti,

udiste risonar con rochi stridi

il mar tinto di sangue in suon funebre;

e miraste gl'incendi e l'aspre morti.

Tu, che gli abeti porti

or nel turbato campo or nel tranquillo,

sei testimonio ancor del suo valore,

ch'i suoi con grande onore

ridusse, come Catulo e Duilio,

e tornò vincitor da l'onde salse:

tal che la chiara stirpe in pregio salse.

Nobile stirpe, in cui se l'uno è tronco,

l'altro amico poi nasce e vi frondeggia

qual ramo d'or che di lontan riluce.

Quanti ne sono intorno al verde tronco

ch'ogni arbor di Liguria ancor pareggia,

e quanti frutti e flori ella produce!

Alcuno è fatto duce

di cavalieri, ed orna alcuno e spalma

le torreggianti navi e i negri legni

arma ne' salsi regni,

e spesso ha gloriosa e chiara palma;

altri col fren de la temuta legge

la possente città governa e regge.

Ma chi lodar potrebbe il buon Lamberto,

o chi seguillo? o quel ch'a l'elmo impose

l'aquila vincitrice, altero dono?

o di quel vostro agguaglia il chiaro merto

che fé l'onde vermiglie e sanguinose

presso Durazzo e lui tremante al suono?

Poche cose ragiono,

e molte nel mio cor descritte io serbo:

ché per esempio sol d'arti leggiadre

vi basta il saggio padre,

ch'andò ne l'oriente al re superbo;

né fia che l'alte lodi il tempo estingua

del cor, del senno e de l'accorta lingua.

Canzon, se tromba o squilla

rompe ad Angelo nostro il leve sonno

sì ch'egli s'alzi col pensier sublime;

no 'l seguir con le rime,

se pur elle volar sì alto ponno,

ma i fratelli ricerca e lor ti mostra,

e dì: "Son bella de la gloria vostra".