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Mozzone, i' t'ho trovato tanto afritto
per le man di Donato tuo d'Arezzo
che, te leggendo, di sudor son mezzo
e 'l fraile mie 'ngegno è derelitto.
Sopra a' felici antichi c'hanno scritto
pongo questo Donato; ogni altri sprezzo,
ché fra' vassalli sua i' sono il sezzo,
perché 'l più degno fa più degno il ditto.
Riman Fiorenza lacrimosa e mesta,
prorando, e lacrimosa e vedovella,
po' che luntan gli sta sì degna vesta.
Dunque, Mozzon, se vuoi consolar quella,
dirai al fonte che suo magna gesta
per nostra utilità abiti ad ella.
Per me fie gran novella,
ch'i' 'mparerò da sua magna eccellenza,
ché d'Elicona è vaso di scienza.