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By Filippo Scarlatti

Mozzone, i' t'ho trovato tanto afritto

per le man di Donato tuo d'Arezzo

che, te leggendo, di sudor son mezzo

e 'l fraile mie 'ngegno è derelitto.

Sopra a' felici antichi c'hanno scritto

pongo questo Donato; ogni altri sprezzo,

ché fra' vassalli sua i' sono il sezzo,

perché 'l più degno fa più degno il ditto.

Riman Fiorenza lacrimosa e mesta,

prorando, e lacrimosa e vedovella,

po' che luntan gli sta sì degna vesta.

Dunque, Mozzon, se vuoi consolar quella,

dirai al fonte che suo magna gesta

per nostra utilità abiti ad ella.

Per me fie gran novella,

ch'i' 'mparerò da sua magna eccellenza,

ché d'Elicona è vaso di scienza.