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By Antonio Tebaldeo

A che esser cerchi nei mei versi messo?

Se fama speri aver nel mio volume,

Marco Antonio, te inganni! Hor come lume

vòi tu da me, che in tenebre sto oppresso?

E quando ben dal ciel fusse concesso

a me tal don, seresti al mare un fiume;

e perderesti come Icar le piume,

s'io te ponesse a la mia donna apresso.

Sì che nulla acquistar pòi del mio dire;

pur ho voluto questo loco darte,

perché io non posso al tuo desio desdire.

Duolme, perché ami me, tal danno farte:

ché, a quel che io veggio, due volte morire

converate, una in carne e l'altra in carte.