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By Torquato Tasso

Un bel dolce tranquillo e cheto mare,

con alghe di smeraldo e rena d'oro,

ha grembo pien di gemme e pien di perle;

e l'aura tremolar di riva in riva

fa ne' vaghi zaffiri i novi raggi

che vibra il sol, mentr'egli illustra il porto.

Son quasi scogli o quasi torri al porto,

signoreggianti l'odorato mare,

Castità che s'adorna a' vivi raggi,

e Nobiltà che splende in guisa d'oro:

dentro ha di ninfe alberghi e 'n su la riva

bei seggi di coralli e bianche perle.

Voi, che scegliete ognor diamanti e perle,

e voi, che gite pur di piaggia in porto

mercando onor da l'una a l'altra riva,

non solcaste giammai sì nobil mare;

né così fine pietre e lucid'oro

vedeste in sì bel porto a' lieti raggi.

Perché si sciolga pur co' primi raggi

nave fatta d'avorio o pur di perle

e grave di giacinti e carca d'oro,

non è raccolta in quel soave porto,

ma risospinta in più ventoso mare

è percossa a gli scogli e 'n alta riva.

Piena di legni è l'arenosa riva

ch'appar fra mille faci e mille raggi,

e vi perde il ceruleo e il rosso mare,

tanti insieme vi son rubini e perle!

Ma solo entrare un può nel chiuso porto,

che splende come il ciel di fiamme e d'oro.

Com'ei luce talor di fregi e d'oro

così lucente è l'onorata riva,

così fiammeggia intorno il ricco porto.

E s'altri mira co' notturni raggi

la nave e 'l fiume ancora, or queste perle

chi farà stelle, e segni il pino e 'l mare?

Questo mare è celeste; e lucid'oro

e perle ha questa riva, e i santi raggi

son le belle virtù d'un fido porto.