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Un bel dolce tranquillo e cheto mare,
con alghe di smeraldo e rena d'oro,
ha grembo pien di gemme e pien di perle;
e l'aura tremolar di riva in riva
fa ne' vaghi zaffiri i novi raggi
che vibra il sol, mentr'egli illustra il porto.
Son quasi scogli o quasi torri al porto,
signoreggianti l'odorato mare,
Castità che s'adorna a' vivi raggi,
e Nobiltà che splende in guisa d'oro:
dentro ha di ninfe alberghi e 'n su la riva
bei seggi di coralli e bianche perle.
Voi, che scegliete ognor diamanti e perle,
e voi, che gite pur di piaggia in porto
mercando onor da l'una a l'altra riva,
non solcaste giammai sì nobil mare;
né così fine pietre e lucid'oro
vedeste in sì bel porto a' lieti raggi.
Perché si sciolga pur co' primi raggi
nave fatta d'avorio o pur di perle
e grave di giacinti e carca d'oro,
non è raccolta in quel soave porto,
ma risospinta in più ventoso mare
è percossa a gli scogli e 'n alta riva.
Piena di legni è l'arenosa riva
ch'appar fra mille faci e mille raggi,
e vi perde il ceruleo e il rosso mare,
tanti insieme vi son rubini e perle!
Ma solo entrare un può nel chiuso porto,
che splende come il ciel di fiamme e d'oro.
Com'ei luce talor di fregi e d'oro
così lucente è l'onorata riva,
così fiammeggia intorno il ricco porto.
E s'altri mira co' notturni raggi
la nave e 'l fiume ancora, or queste perle
chi farà stelle, e segni il pino e 'l mare?
Questo mare è celeste; e lucid'oro
e perle ha questa riva, e i santi raggi
son le belle virtù d'un fido porto.