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Sorgi, e sgombra dal ciel le nebbie e 'l fosco,
leggiadra dea de' matutini albori:
questo dì ci portò da gli alti cori
l' Atanagi, a cui par radi conosco.
Salutinlo gli augei da tutto il bosco,
spirino l'aure sol grazie et amori;
cantando arda nel tempio arabi odori
chi beve del latin fiume o del tosco.
E tu, che mentre il mondo intorno lustri,
vedi i seguaci tuoi, li reggi e gli ame,
fausto più volte cel rimena e chiaro.
Lenta fili la Parca un lungo stame,
né torni a far le stelle, a molti lustri,
ricche d'un spirto qui tra noi sì raro.