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By Torquato Tasso

Terra gentil, ch'inonda

il chiaro Serio e 'l Brembo,

e voi, colli frondosi e verdi monti,

colorite ogni sponda

nel fresco ombroso grembo

e coronate le serene fronti,

e rischiarate i fonti;

né vaghezze selvagge

solo dimostri intorno

l'almo paese adorno,

ch'invidia move a l'arenose piagge;

ma la città sia lieta

via più di Tebe o de la nobil Creta.

Perch'un Ercol novello

or di concordi voglie

prende una bella e valorosa Augusta;

né così nobil vello

ebbe o sì care spoglie

l'altro, mal grado di matrigna ingiusta.

Questa è mercé più giusta

del valor nostro umano

e del fedele amore,

e via più bello onore

ch'irsuta pelle ad uom per doglia insano,

o donna, che 'l richiami

ad opra indegna de' suoi vaghi stami.

Tu, vaga Fama, or taci

quell'amor sì disciolto:

or è sotto le leggi e morde il freno.

Bergomo vide i baci

nel bel vergineo volto,

per cui Bologna oblia col picciol Reno;

e 'n quel sì casto seno

tu puoi, bramato sposo,

deporre i tuoi desiri.

Perché dunque sospiri?

qual altro piacer brami o qual riposo

di sì dolce fatica,

ne l'ombre oscure de la notte amica?

È tua, sposo felice;

duro custode il passo,

legge o vergogna l'uscio a te non serra;

ire e tornar ti lice.

Né trovi al piè già lasso

più caro albergo o più securo in terra,

sia pace o crudel guerra,

il ciel sereno o fosco,

e crollin feri spirti

in mar le navi, e i mirti

e i pini e i faggi ne l'ombroso bosco;

godila dunque intanto,

e loda tu la notte, il giorno io canto.

Io canto il dì, ch'aggiunge

bellezza e cortesia,

onestade e valor co' dolci modi;

e fo sonar più lunge

l'alma tua stirpe e mia,

a cui tu cresci belle e chiare lodi.

E mentre leggi ed odi

il merto di tuo padre,

e le virtudi e i pregi

de' cavalieri egregi

e l'opre lor sì conte e sì leggiadre,

ne rinnovi l'esempio,

e rende grazie il tuo fratello al tempio.

Nascan figli e nipoti al nostro Alcide,

e fra le schiere e l'armi

cantino i nostri carmi.