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By Giovanni Guidiccioni

Al bel Metauro, a cui non lungi fanno

servi devoti a Dio romito seggio,

ai boschi, ai vaghi prati eterno deggio,

poich'a l'ingiuste brame esilio danno.

Qui, dove l'odio è vinto e muor l'inganno,

il bel de' sacri studi amo e vagheggio,

spio lo mio interno e quelli error correggio,

ove m'avvolsi è già l'undecimo anno:

non son dai crudi ed affamati morsi

de l'invidia trafitto, e quella maga

non può cangiarmi il volto e la favella;

maga perfida e ria, cui dietro corsi

incauto: or l'alma, del suo fin presaga,

ritorna in signoria, dov'era ancella.