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By Niccolò de' Rossi

Lo dolçe guardo che per gi ogli varga

nel cor mïo, sì forte lo occuppa,

ch'e' da dilecto quasi si ostuppa

e sbigodito pensa che gi carga.

Poi ode scendere una boçe larga

dal celebro, che cridando diruppa:

« Guarti, guarti, ch'amore ti voluppa

cum la saeta d'oro ne la targa ».

La mente se svegliò e disse: « O core,

perché enver'memoria non ti sculpi,

che teme che tua vertù non disperga? »

Ei el a lei: « L'opra mostra 'l valore,

ché seguro mi sento di tal culpi

per questa donna che mego alberga ».