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Poiché in sonno dolcissimo di morte
Chiusersi i cari, onesti lumi, e santi,
Ed io qui lasso infra i sospiri e i pianti
Privo restai delle mie fide scorte,
Volli morire anch'io, perch'egual sorte
Ci unisse in Ciel, se fummo in terra amanti;
E a seguir lei ch'era precorsa avanti,
Sciogliea già l'Alma mia le sue ritorte:
Quando a cangiar pensier tosto fu spinta,
Poiché quanto al partir più si sentiva
Pronta in sé stessa, ed alle mosse accinta,
Tanto più di partire era poi schiva,
Sol perché in tutto non restasse estinta
Quella, che pure in parte era in me viva.