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By Bernardo Tasso

– Ah più che scoglio dura, ah più che fiera

nutrita in selva cruda, ah più fugace

che lieve damma avanti can mordace,

che fugge 'l dente onde languisca e pera,

perché scampi sì presta e sì leggera

da quel che senza te non ha mai pace

co' suoi pensier, da quel che si disface

per te, sì come al sol liquida cera?

Affrena il corso omai, tempra l' orgoglio,

e non esser crudel quanto sei bella,

se può casta pietate altrui dar vita. –

Così diceva in parte erma e romita

Damon spargendo a l' aure il suo cordoglio,

e chiamava piangendo “Iella, Iella”.