125r (Iacopo de' Donati)
Ben cognosco io potermi dire ingrato,
Comedio süavissimo e benegno,
che sì eccedi gli altri col tuo ingegno,
avendo a te risponder ritardato;
ed ancor che dal ciel me sia negato
poter dei tuoi equai giugnere al segno,
prego non facci me di te indegno,
ché m'hai coi versi tuoi sì obligato.
Certo le tue offerte ne son grate
e la lettera ancor mi gusta assai
e 'n breve disporrò ch'intendo fare,
e per lettere a te mie sigillate
l'effetto del mio animo saprai,
ché per servir so t'hai a 'ndustriare.