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Morta colei, ch'il mio destin mi diede
Per mia Tiranna a farmi ognor dolente,
Ogni cui sguardo era uno strale ardente,
Onde facea de' cuor' barbare prede,
Men gia, qual Uom che agli occhi altrui non crede,
A rimirar l'alme bellezze spente,
E vidi un Garzoncello infra la gente
Mover collà non men veloce il piede.
Questi era Amor, che i gravi danni suoi
Sotto finte piangea spoglie mortali,
Gran parte avendo nel comun dolore;
Cui dissi: "Da costei, Fanciul, che vuoi?"
"Io" (risposemi Amor) "voglio i miei strali";
"Ed io" (dissi) "da lei voglio il mio core."