128
Sì tosto come avien, che 'l cuor mi tocchi
il vostro sguardo alteramente umile,
perché mi sia quant'è di caro a vile
e a pieno ogni mio bene indi trabocchi,
parmi veder, Amor, che da' vostri occhi
avampi fuoco in me vivo e sottile
soavemente, e oltra l'usato stile
pietoso verso me l'arco suo scocchi.
Tal che lui lodo che m'infiamma e impiaga,
né cerco di trovar mio meglio altrove,
intento al lampeggiar del divin lume:
che sì del fuoco gode e de la piaga
l'alma, ch'ad altri par che si consume,
che non invidia lo suo stato a Giove.