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By Matteo Maria Boiardo

La fiamma che mi intrò per li ochi al core

consuma l'alma mia sì dolcemente

che apena il mio morir per me si sente,

tanto suave infuso è quello ardore.

Come colui che in sonno dolce more

morso da l'aspe, e con l'ochio languente

rifiuta il giorno, e la torpida mente

senza alcun senso perde ogni vigore;

così ancor io, del mio dolce veneno

pasciuto, vo mancando a poco a poco,

né posso del mancar prender sospetto:

ché, abenché io senta il spirto venir meno,

non cerco per campar spegner il foco,

per non spegner con seco il mio diletto.