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Se nel gentil, leggiadra, ornato chiostro
del pronto ingegno tuo dolci exquisiti
vocabul, rime e versi alti e fioriti
albergan quanto in altro al tempo nostro,
che fai? che pensi? a che tanto a l'inchiostro
carta e penna perdoni? O sensi arditi,
como potete star sì sbigotiti,
sopiti e morti a l'essercizio vostro?
Poi che de sopra in voi tal grazia versa,
repigliate le forze e l'eccelse opre
publicate con fama altera e scorta.
Sia taciturnità vinta e sommersa,
ché poco val saper se non se scopre,
e senza uso e frequenzia è virtù morta.