129 (RVF 151)

By Giacomo Leopardi

Non d'atra e tempestosa onda marina

Fuggio in porto giammai stanco nocchiero,

Com'io dal fosco e torbido pensiero

Fuggo ove 'l gran desio mi sprona e 'nchina.

Nè mortal vista mai luce divina

Vinse, come la mia quel raggio altero

Del bel dolce soave bianco e nero,

In che i suoi strali Amor dora ed affina.

Cieco non già, ma faretrato il veggo;

Nudo, se non quanto vergogna il vela;

Garzon con l'ali, non pinto, ma vivo.

Indi mi mostra quel ch'a molti cela:

Ch'a parte a parte entr'a begli occhi leggo

Quant'io parlo d'Amore e quant'io scrivo.