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Poiché l'anima mia fuor del suo grave,
Lieta o dolente o disperata ancella,
Trarre altrove dovrà vita novella,
Perché tanto disprezza e nulla pave?
Perché tanto le par cura soave
L'essere al suo Signor sempre rubella?
Senza àncora sen passa, e senza stella,
Qual tra procelle temeraria Nave?
Oh se vedesse un dolce raggio eterno,
O un lampo sol di quel tremendo giorno,
Che l'estremo di noi farà governo,
Che partirà le pene o i premi intorno,
E Muse e Amor si prenderebbe a scherno,
E penserebbe all'immortal soggiorno.