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By Auteur inconnu

Averno, Averno, ardente lago e nero,

Se ne' vortici tuoi m'abisso ed entro,

Io grido: oimè, chi potrà star qui dentro,

Se paventa in vederti anco il pensiero?

Più ch'onda in Mar, per fiato d'Austri altero,

S'erge l'incendio, e infin laggiù nel centro

Veggiovi l'Alme naufragar per entro,

E Dio vi soffia, e il fa più atroce e fiero.

Né sol la fiamma atra immortal le sugge,

Ma tra le furie, in mille pianti assorte,

In mille guise immenso duol le strugge.

Oh quante volte, oh quante chiamar morte

Odonsi! ed ella il dardo vibra, e fugge,

Onde penano ognor fra vive e morte.