13 (129)
Grande ben a ragion costui si noma,
Che nell'arti di pace e di battaglia
E Scipio stesso ed Alessandro agguaglia,
O qual altro ha più chiaro Italia e Roma.
L'Asia dal suo valor tutta fu doma;
E se in mal punto ei rimirò Farsaglia,
Là, ove raro altri in pregio avvien che saglia,
Roma il mirò di lauro ornar la chioma.
Maraviglie col senno e colla mano
Quel giorno ei fé: ma più del suo poteo
Di Giulio il fato, a cui s'oppose invano.
T'ammiri, o Peregrin, che a lui trofeo
Manchi, e giaccia insepolto il gran Romano?
Pari non ha la terra urna a Pompeo.