13 (389)
Qual feroce Leon, che invitto e franco
Misura a passi lenti il piano, il monte,
Sen va sicuro, e de' perigli a fronte
Suo magnanimo ardir non mai vien manco;
Tal muove il Giusto, cui compagne al fianco
Van sue belle virtuti illustri e conte;
Né d'alto rischio per minacce ed onte
S'arretra o langue sbigottito o stanco.
E donde il gran vigor, per cui nel saggio
Petto di lui pose fidanza il trono,
Ond'ei non tema assalitore oltraggio?
Così, dubbiando, in mio pensier ragiono;
Indi m'appongo, e grido: “Un tal coraggio
Di te, di te, bella innocenza, è dono.”