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Santo pensier, che appresso alla possente
Voce di lui, per mia gran sorte, entrasti,
Ed or sul cor mi siedi, e nella mente
Mille richiami pensier' dolci e casti;
Già degli affetti rei l'empia insolente
Turba s'arresta, e cede a' tuoi contrasti:
Trema, e teme la rea non forse spente
Caggian sue forze, e 'l valor tuo sovrasti.
E ben sel vede, or che feroce in viso
Ragion per te risorge, e 'l saldo telo
Stringe, e 'l vibra, e altri fugge, altri è conquiso.
Oh bel pensiero! oh voce! oh forte zelo,
Che me dal Ciel, che me da me diviso
Render potesti a me medesmo e al Cielo!