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By Auteur inconnu

Lorenzo invitto, a Te Cipro ne riede,

Quel Cipro che i suoi Regi un giorno vide

Caini baciar della gran Donna il piede,

Che teco il soglio, e i bei pensier' divide.

Tanto il tuo senno, il tuo valor, la fede

A lei promette, e già le turbe infide

Lascian di nuovo l'occupata sede,

E il bel Regno sì oppresso esulta e ride;

Ma qual mai da te spera opra maggiore

Italia, ch'or dal suolo alzar non osa

Gli occhi di sonno gravi, e di dolore!

Spera anzi a sé la barbara orgogliosa

Tracia veder, che sì l'empie d'orrore,

Con piè legato e fronte vergognosa.