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Questo, che fa doglioso a noi ritorno
Nunzio di pene, infausto giorno e rio,
Questo è quel tristo e lagrimevol giorno,
In cui sul Legno il Redentor morio.
Piange ogni cosa: e di vergogna e scorno
Tinto la fronte, io sol non piango, ed io
Sento la Terra, il Mare, il Cielo intorno
Tutti gridare: "È morto, è morto un Dio."
Morto, pur muore ancora; io son, che il crine,
Le mani, i piedi, e gli trafiggo il lato;
Io gli rinnovo e croce, e chiodi, e spine.
Così muore, e morrà nudo e piagato
Fino al gran dì ch'il Mondo avrà pur fine,
E col Mondo avrà fine anche il peccato.