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By Matteo Maria Boiardo

Or che sotto il Leon più boglie il celo,

aridi e' fiumi e rasciuta è ogni vena,

l'umor ne l'erbe se mantien apena,

sanza neve son l'alpe e sanza gelo.

Ed io di più fervor il cor me invelo,

che già mi dete ascoso occulta pena;

or l'ho scoperto per fiaccata lena

e portol ne la fronte sanza velo.

Adesso che il ciel arde e il mondo avampa,

sotto il sol vado, torrido e affanato,

dove alta voglia e gran desir me chiama.

Felice chi da' laci d'Amor campa,

ma felice vie più, vie più beato

chi amato è parimente quanto egli ama.