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By Celio Magno

Ramo infelice er'io che dal nativo

tronco, per cruda man, langue reciso,

mentre m'avean, Signor, da te diviso

mie gravi colpe, e di tua grazia privo.

Or che pentito un lagrimoso rivo

spargo umile a' tuoi piè chinando il viso,

son a te ricongiunto; e in paradiso

volto 'l mio inferno, in te rinasco e vivo.

Amor sovra ogni amor benigno e pio;

poter che tutto può; bontà infinita,

Dio ne l'uom trasformarsi e l'uomo in Dio.

Ma perch'io duri tal, tu stesso aita,

Signor, mi presta; e sia tosto il fin mio:

ch'un'ora toglie spesso eterna vita.