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By Emilio Praga

I due colleghi a braccio camminavano; Steno

come un uom strascinato, l'altro franco e sereno.

— Dunque c'entra un rivale? — diceva il Ferrarese —

firmagli il passaporto per un altro paese,

ammazzalo! la bella, s'anco diggià non t'ama,

ti adorerà pel colpo della tua nota lama.

Le son fatte così; vesti un abito strano,

accoppa un galantuomo e, se sei bello e sano,

gli è più che basta, tutte ti apriran cuore e alcova!

Credi a me... — Il tuo consiglio al caso mio non giova.

Fosse domani sola, libera e innamorata,

più non saprei svelarle la mia fiamma ignorata.

— Ti conoscea poeta, non ti credevo un pazzo...

— Io la donna sognai non creta e non sollazzo!

Quella, il cui nome al labbro non mi verrà giammai,

era il simbolo puro dell'idea che sognai;

tu dubiti che m'ami?... forse ch'io mai le dissi

uno solo dei cieli, uno sol degli abissi

in cui per lei travolta è la mia vita? — E come

se di te non conosce che la faccia ed il nome...

— Veder la sua da lungi e lei nomar da solo,

perché i santi entusiasmi desse a' miei versi e il volo,

ciò mi bastava! adesso... i miei versi morranno!

— No, perdio! finché io vivo vivranno e ben vivranno!

Senti, Steno, ho molto oro; noi siam vecchi all'usanza

di mettere in comune penuria ed abbondanza;

ci rifarem la cara gioventù di Bologna...

Tu ti sei rovinato, non averne vergogna,

sì, rovinato fino all'inedia, o poeta,

per seguir di cotesta tua fatua cometa

il corso fra le stelle che le girano intorno;

la cometa si è scelto un astro in Capricorno...

Disperarci per questo? Eh son tante le stelle,

che per una è da ciuco il perderci la pelle...

Ma, a proposito, diavolo! una or io ne scordava... —

Steno senza far motto l'amico seguitava.

— Volgiamo a manca. — Dove mi conduci? — A un negozio

cui ti potrai rivolgere ne' tuoi momenti d'ozio. —