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Ora che gli animali il sonno affrena,
e van sol per lo cielo ombre et orrori,
forz' è che lagrimando io spinga fuori
de l' angoscioso cor l' acerba pena;
tu pura e sì tranquilla aria serena,
e tu compagna de' miei lunghi errori,
Notte, chiudete i gravi alti dolori,
tal che lo sappia il vostro fosco a pena:
così sia a l' una il suo silenzio eterno,
né le ricopra Apollo alcuna stella,
ma ceda il giorno al suo felice stato;
a l' altra il Ciel tanto cortese e grato,
che del più puro suo la faccia bella,
né senta pioggia o tempestoso verno.