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By Antonio Tebaldeo

Hor taccia il vulgo misero e infelice!

Gli è pur palese mo': chi negar vòle

che costei, che ha ne gli occhi Amore e il sole,

non sia qui ne l'Italia una phenice?

Ecco, per rinovar la sua radice,

tolte, non quelle legna che tòr sòle,

ma d'Amor l'arco e le saette sole,

cum l'ale accese il suo rogo felice.

Ma il ciel che vide le faville accense,

parendogli pur lei giovene anchora,

non volse, e il foco incomminciato spense.

O che bel fine io me expectavo alhora:

miste arei cum le sue mie fiamme immense!

Mai più non fia che sì felice io mora.