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By Torquato Tasso

Espero già risplende, Espero in cielo

alfin sorge aspettato al novo lume:

giovani, omai sorgete; or viva fiamma

dà bel principio co' notturni raggi

a questa chiara e fortunata notte:

vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno.

Vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno.

Vergini, e voi mentre s'oscura il cielo,

a questi amici de la fredda notte

fatevi incontra, e sol di questo lume,

lo qual fiammeggia d'amorosi raggi,

ed a prova cantiam sì bella fiamma.

La palma è ne l'incendio e ne la fiamma:

vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno;

elle son preparate, e i dolci raggi

di sì begli occhi, onde s'infiamma il cielo,

sgombrano ogni pensier col dolce lume;

ma la vittoria ama il pensar di notte.

Come nemico suol l'ombrosa notte

portar la face e destar fuoco e fiamma,

vieni, o crudo Imeneo, scuotendo il lume:

vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno,

e le tue spoglie sono al fosco cielo,

e i notturni trofei con pochi raggi.

Come amico talor co' primi raggi

de le stelle serene e de la notte,

vien desiato a l'imbrunir del cielo,

Imeneo, giungi e innalza ardente fiamma:

vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno,

e 'l sol medesmo ha men soave lume.

Espero, quale è in ciel più fero lume

o quali più odiosi e infesti raggi

(vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno),

tu n'involi qual ladro, e 'n questa notte

tu ne dividi, e l'alma nostra fiamma

splender farai sotto più algente cielo.

Espero, qual più amica è stella in cielo

e più benigno e più soave lume,

molte paion di ghiaccio, e dentro fiamma

sono a lo sfavillar de' santi raggi,

ed aman l'ombre d'una fredda notte:

vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno.

Vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno:

deh! non sparisca, o Tebro, al nostro cielo

tanto splendor, né cinga orrida notte

i sette colli e porti altrove il lume:

altrove sparga i suoi lucenti raggi

questa immortale e gloriosa fiamma.

Splende l'antica gloria in nova fiamma,

vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno:

l'accrescerà spargendo i vivi raggi;

or l'accresce del Mincio e illustra il cielo

non che la terra un chirro e nobil lume,

che non teme l'oblio d'eterna notte.

Già lucida colonna in fosca notte

quasi gran foco appare o quasi fiamma:

dove or lunge ne guida il puro lume?

Vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno,

e splendi come Febo in questo cielo,

Febo, a cui fanno aurea corona i raggi.

Alta colonna le faville e i raggi,

là dove l'ombra de l'oscura notte

giunger non può, dispiega al quinto cielo,

e qui l'aquila intanto ha vita in fiamma.

Vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno,

mentre è quasi fenice al chiaro lume.

Mentre è quasi fenice al chiaro lume,

tu, sol, nascondi oltre l'usato i raggi:

vieni, Imene Imeneo, ch'è spento il giorno,

ch'illustrissimi amanti illustre notte

accoppia, e fiamma Amor giungendo a fiamma,

d'immortal gloria eroi promette al cielo.

Un'aquila gran lume ebbe nel cielo,

gran colonna or la notte orni de' raggi:

vien con fiamma, Imeneo, ch'è spento il giorno.