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By Filenio Gallo

Veduta la mia lunga et aspra pogna,

le lacrime e suspir, preghi e lamento

et ogni mio disio buttato al vento

come opera d'Aragne o d'om che sogna,

dixi meco: Aspettar più non bisogna

soccorso al mio gran mal sì pigro e lento,

ché 'l fuoco abruscia più quant'è più drento

e morir per inerzia è gran vergogna.

Pregai cogli occhi molli el gran Cupido

che del mio tanto ardor vi desse exempio.

<Sì> piacqueli exaudir mie prece alquanto,

che una saeta del suo sacro nido

mandò infocata, orando voi nel tempio:

<per> <ri>durvi a pietà ve abbrusciò el manto.