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By Niccolò da Correggio

Di süave alimento, Amor, pascesti

pur l'alma, quando a te piacque aiutarla,

io non dirò di che, ché a nominarla

tale è che ancor licenzia non mi desti.

Fu questo alor che con süavi gesti

l'alma celeste, de chi il mondo parla,

viddi danzar, quando per aiutarla

mossi, e i mie' affecti a lei fur manifesti;

ché con un dolce sguardo a me si volse

e la candida man tutta mi diede,

che altro per me più non si vòl né volse.

Alor mi empiesti, Amor, tanto di fede,

che ogni dubio da l'animo si tolse

che ancor lei non impiesti di mercede.