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By Auteur inconnu

Vider Marte e Quirino

Aspro Fanciullo altero

Per entro il suo pensiero

Tener consiglio col valor Latino;

Poi vider le faville

Del suo primiero ardire

Sull'Istro alzarsi, e far men belle l'ire

Del procelloso Achille.

Come nube che splenda

Infra baleni e lampi,

E poscia avvien che avvampi,

E tutta in ira giù dal Ciel discenda,

Tale il Romano invitto

Venne a tonar sul Trace,

E nel vibrar sdegnoso asta pugnace

Fé il grande Impero afflitto.

Alto giocondo orrore

Avea Roma sul ciglio

In ascoltar del Figlio

L'aspre battaglie e il coraggioso ardore;

Sulla terribil arte

Ammiravan gli Dei

Lui, che ingombrar solea d'ampj trofei

Cotanta via di Marte.

Oh, se per Lui men pronte

Giungean l'ore crudeli!

Sotto a' tragici veli

L'ardir dell'Asia celeria la fronte,

Soffrirebbe dolente

L'alte Leggi di Roma,

E di Lauri orneria l'eccelsa chioma

All'Italica Gente.

Oggi a ragion sen vanno

Su i Germanici Lidi

I trionfali gridi

Tutti conversi in voci alte d'affanno.

Dure vittorie ingrate,

Di sì bel sangue asperse,

Qual ria ventura mai cotanta offerse

A i cor' doglia e pietate!

Flebil pompa mirarsi

I Vincitor' famosi

Gir taciti e pensosi,

E co' proprj trofei talor sdegnarsi!

Ah non, per certo, invano

D'alta mestizia è pieno

Il Bavarico Duce, e il fier Loreno

Sul buon sangue Romano:

Il sì bel lume è spento

Della stagion guerriera;

Alla milizia altera

È tolto il suo feroce alto talento.

Sperava esser soggiorno

Roma all'antica gloria,

E funesta di pianto aspra memoria

Le siede ora dintorno.

Oh quante volte corse

Inver' le Palme prime

Il Cavalier sublime,

E i più bei rami alla Germania porse!

Ma alle grand'opre ardite

Qual corona si diede?

Non mai si vide dispensar mercede

A sue belle ferite.

Sol del valore amica,

L'immortale Cristina

Al chiaro Eroe destina

Schermo fatal contro all'età nemica:

Vuole, degli anni a scherno,

Che delle belle lodi

I potenti di Febo eterni modi

Prendan cura e governo.

Non mentirà mia voce:

Vedrete, Augusti e Regi,

Carche de' suoi gran' pregi

Mie vele uscir fuor dell'Aonia foce;

E mentre voi sarete

Di meraviglia gravi,

Col Romano Guerriero andran le navi

Oltre a i gorghi di Lete.