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Vezzosa erbetta e più del sonno molle,
Vaga giunchiglia al più bell'or simile,
Candido giglio, il cui candor gentile
A bianca neve intatta il pregio tolle;
Croco e giacinto in verdi erbose zolle,
Rose d'ostro dipinte, ond'arde Aprile,
Narcisi alteri e violetta umile,
E ogn'altro fiore in fresca riva o in colle,
Sorgete, omai sorgete, e la nevosa
Stagion vi serbi alla capanna intorno,
Dove quel Dio, che vi creò, riposa.
Vi colga ei solo, e il biondo crine adorno
Abbiane, e culla tenera odorosa,
Di quelle paglie, ahi troppo dure, a scorno.