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O animata mia selce, o vivo scoglio
Nudo, di pietà nudo, che né a i venti,
Né all'onde, di sospir' molti, d'ardenti
Lagrime, scemi il naturale orgoglio,
Io vorrei pur dolermi e non mi doglio
Di seguir chi mi fugge a passi lenti,
Perché speme ravvivi i desir' spenti,
Ed accresca l'inganno il mio cordoglio.
Anzi fo, siccom'Uomo afflitto e lasso
Da molta via, che, rimirando lunge
La fumante Città, raddoppia il passo.
Amore il debil fianco sferza e punge;
Né perché selve scorro e fiumi passo,
Il desiato mio termine giunge.