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Sulle bilance del pensier divoto
Libro la colpa; in una d'esse io getto
Imperj, Monarchie, quanto d'eletto,
Quanto di grande ha il Mondo e non fa moto.
Col cuore d'ogni giusto entro vi vòto
De' Màrtiri le vene; il Ciel vi metto;
Le Gerarchie v'appendo; e quando aspetto
Crescere il peso, il crescimento è ignoto.
La colpa assai più pesa. Intorno io giro
L'occhio, né trovo più che porvi; ond'io
Quanto è grave qui veggio e qui sospiro.
Una stilla di Sangue allor del mio
Morto Gesù dà il tratto; e così miro
Ch'a pesar più di lei vi vuole un Dio.