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By Auteur inconnu

Io non so come Amor, ch'oppresso e vinto

D'alto disdegno mi rimase a tergo,

Or passa Alpe e Pirene, e al nuovo albergo

Mi porta il fuoco, ch'io credeva estinto;

Che, bench'intorno al petto io m'abbia cinto

Di feroci pensier' temprato usbergo,

Ogn'arte, ogn'opra, ogni vigor dispergo,

E alfin rimango in mia ragion convinto.

Perciò rivolto al Vincitore io grido:

“Fuggii per tanto mar gli occhi di Iole;

Come or teco qui giunge il guardo infido?”

Ma, ridendo, risponde a mie parole:

“Quale è sì strano e sì deserto il lido,

A cui non giunga co'suoi raggi il Sole?”