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By Auteur inconnu

Caro suon, che ritorni a me sovente,

Quando solo talor meco mi doglio

Tra queste selve, e, come spesso io soglio,

Chiamo colei, ch'il mio martir non sente;

Per te mi risovvien d'Eco dolente,

Che solitaria ancor per l'aspro orgoglio

Del superbo Garzon divenne scoglio,

Né pur perciò le pene sue fur spente.

Ella da rupi gelide e profonde

Del suo schernito amor meco si duole,

E impietosita al mio dolor risponde.

Così ridir le dolci mie parole

Apprendono le piagge, i sassi e l'onde,

Né le querele mie si spargon sole.