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By Auteur inconnu

Con pietà di tuo stato ognun ti vede,

O ruscelletto, fra le arene e i sassi

Starti nel duro ghiaccio, avvinto il piede,

Né più torcer tuoi queti e lenti passi;

Ma Borea, che di te signor si crede,

Dal vago Aprile alfin cacciar vedrassi,

E far ritorno alla sua orrenda sede,

Ove tra ceppi ogni altro vento stassi.

Vedrai tu allor giù da gli ameni colli

Scender, cantando i lor leggiadri amori,

Vaghe donzelle e giovanetti molli;

E quelle, che nutrir tanto ti piacque,

Da lor vedrai raccorre erbette e fiori,

E farsi specchio di tue limpid'acque.