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By Auteur inconnu

“Sorgete omai da vostre cene immonde;

A che tanto indugiare? empj, sorgete,

Pria che l'eterna alta vendetta inonde,

In funeste a cangiar l'ore sì liete.

Ecco già muove, e le terribil' onde

Non più volge, qual dianzi, e lente e chete,

Ma rompe impetuosa argini e sponde,

Né scampo più, né più riparo avete.”

Così dall'alto minacciar s'intese;

Non però di lor mense ebbre, esecrande

Gli empj frenar' le ingorde voglie accese.

Ahi, né inghiottite ancor l'atre vivande

Avean, che già sovra di loro ascese

Presta di Dio l'ira possente e grande.