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Ben vel diss'io, solinghe, atre foreste,
L'altr'ier, mentr'io pascea quinci gli armenti,
Che Morte avea que' duo bei lumi spenti,
Per cui struggermi sì spesso vedeste.
Ah ben mel disse, ed io l'intesi in queste
Rupi, quel corvo ne' suoi rauchi accenti,
Che tutta notte il lor silenzio a i venti
Turbò, cantando in fere note e meste.
E fin d'allora in mute voci e tronche
S'udir' le Ninfe, ed ulular' le stesse
Selve, sgridando gli aspri fati e rei;
E l'Eco dalle sue cupe spelonche,
Ripetendo altamente i sospir' miei,
Colle mie voci il suo dolore espresse.