14 (417)

By Auteur inconnu

Io vo seguendo chi mi fugge e sprezza,

E narro a chi a non m'ode un lungo affanno:

Servo un Signor crudele, anzi un Tiranno,

Che 'l mio servire, anzi morir, non prezza.

E tanta ha l'alma del suo mal vaghezza,

Ch'ognor tesse a sé stessa un nuovo inganno:

Mira il suo bene, e 'l fugge; e dietro il danno

Corre, e all'assenzio per provar dolcezza.

Così, d'altrui seguace, odio me stesso,

Sudando ad acquistar vergogna e pianto;

E quel che più pavento è cangiar sorte.

Stupor' sì nuovi a te d'oprar concesso

È solo, Amor; pur il maggior tuo vanto

È ch'anch'io viva, e sorda è (oh Dio!) la morte.