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Vostra beltade ad amar voi mi sforza,
Mirzia, e il felice Amor, che in sen mi bolle,
Degno è di voi, ché di quell'empio e folle
Vostra onestade in me le vampe ammorza.
E se costui con frode o pur con forza
Talor de' sensi miei far prova volle,
Ne fu deluso; ché la frale e molle
Parte ragion sostenne, e ognor rinforza.
Quindi quel puro ardor, che a voi m'adduce,
Vòlgo ad amar nel manto esterno e frale
Quella, che sì m'abbaglia, altera luce.
E perché meco alfin non sia mortale,
Amo nel bello, che di fuor traluce,
Pregi più chiari in voi d'Alma immortale.