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Qual mostrò pien d'orgoglio il petto e il volto
Lo sprezzator Gigante in Terebinto,
Finché girò la fionda, e pria che spinto
N'uscisse il fatal sasso, ond'ei fu colto;
Tal, bench'io veggia incontro me rivolto
Tendersi l'arco, e di sanguigno tinto
Sulla corda lo stral, non mi do vinto,
Color non muto; audace no, ma stolto.
Pur tu del colpo, da cui nullo ho schermo,
Vuoi ch'abbia gloria il dardo no, ma il lampo,
Lampo, onde già mi sento il cuor men fermo.
Segui, pietoso Arcier; non trovi scampo
Da un terror che lo spossi, allor che infermo
Forte l'avrai sotto i tuoi segni in campo.