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By Bernardo Tasso

Queste purpuree rose ch' a l' Aurora

a l' apparir del dì cadder di seno,

Aure, fien vostre; e questo vaso pieno

di gigli e caltà sarà vostro ancora,

se da l' ardente sol, che d' ora in ora

scalda più co' suoi rai l' almo terreno,

guarderete oggi lei, che 'l ciel sereno

fa co' begli occhi, e le campagne infiora:

uditemi, aure dolci e pellegrine,

ché ne' verdi orti suoi non ha Pomona

più vaghi fiori, e più vermiglie rose:

vedete ch' anco sono rugiadose

del pianto de l' Aurora, al vostro crine

ne potrete poi far lieta corona.