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Regina bella, del cui ventre pio
nacque splendor che 'l mondo alluma e regge,
scala per cui il gregge
humano sale al nostro Amor perfecto,
come huom fuor di strada e senza legge
io so' venuto a te, fragile e rio,
dolce madre di Dio,
proclive orando inanzi al to conspetto,
non perch'io creda che 'l tuo corpo electo
sie quivi (anzi nel ciel si vive e gaude),
ma pur la tua gran laude
si spande qua, perché per tua larghezza
qui piace a te mostrar più di chiarezza.
Regina, guida d'ogni creatura,
io dico che 'l tuo Padre, Sposo e Figlio
nel superno consiglio
onde deriva sempre ogn'ordin primo,
per caritade, in cui speranza piglio,
creò quest'alma semplicetta e pura,
senza alcuna bruttura,
e volse che s'unisse a questo limo
(incarcerata, s'io ben dritto stimo,
trentatré anni errando gì per via),
non per farli follia:
mandolla in terra ad operar virtute,
per darli poi nel ciel maggior salute.
Regina excelsa, quanta grazia e honore
ell'abbia dato a nostra spetie humana,
ch'agli angiol' proximana
l'ha posta e facta a sua similitudine,
chi 'l porria dir? Qual lingua mai più sana
contar porria tanta dolcezza e amore,
che sempre tutto 'l core,
ogni forza, ogni ingegno, ogni habitudine
por si dovria con vera promptitudine
a riconosciar sì immensa pietade,
che per più caritade
incarnò il Verbo in te del Spirto Sancto
per cavarne d'error, di doglia e pianto?
Regina, spene di ciascun vivente,
molti altri doni ha fatto a l'human seme,
ma quel che più mi preme
è quando penso a mie partite gratie:
vedi quanto per li occhi el cor ne geme,
che pur compunto alquanto si risente
e afflicto si pente
di sue presumpte e temerarie audatie!
Ché per far le sue voglie in tutto satie
non ha mirato s'egli offende al cielo,
e questo mortal velo
per lunga e mala usanza è tanto forte,
che la ragion conduce a pena e morte.
Regina, scudo d'ogni peccatore,
avendo alcuna volta alquanto luce,
somme rivolto al Duce,
orando per merzé venia e perdono.
Con l'ampie braccia sempre me riduce,
solleva e amplecte 'l clemente Signore,
e io nel primo errore
sùbito, o miser me, relapso sono,
ond'io no ardisco più repeter dono,
se non per mezzo te, madre beata.
Asilo e advocata
d'ogn'om fedel, soccorri a tanta guerra;
illumina il mio cor, che 'l vitio serra!
Regina, di pietà mar senza fondo,
non mi sdegnar perch'io sia stato stolto,
ne le sorditie involto,
ma mira quanto humiltà te sublima.
Per questa nel tuo vaso fu raccolto
quel che non cape in l'orbita del mondo,
onde fo poi giocondo
el popol obcecato in terra prima;
questa anco sopra i Seraphyn' t'ha·pprima
fra quella inextimabile allegrezza
locata in tant'altezza,
glorificata l'alma e ciascun arto,
vergine inanzi el parto e dopo il parto.
Regina, porto tranquillo e sicuro,
al qual concorre e arriva ogni legno
che per natura e 'ngegno
el procelloso mar solca e camina!
Regina, mia speranza e mio sostegno,
con devotion da te gratia procuro
che del pelago obscuro
te degni trar la mia debil carina.
La tua parola a la mente divina
è tanto accepta che non pò aver niego.
Exaudi l'umil priego,
ora Yhesù per me, madre suprema,
ch'accolga l'alma mia nell'ora extrema.